LA
VIGILIA
La pioggia la fa da padrona,
già il pomeriggio del 10 agosto un acquazzone si abbatte su Siena inzuppando il
tufo già cosparso per mezza pista. Anche la presentazione del cencio viene
spostata dall'Entrone all'inedita sede del Teatro dei Rinnovati. Il cencio
"obeso" di Botero viene salutato da un'ovazione, ma l'atmosfera non è quella di
sempre il Palio subisce degli inevitabili tagli. Saltano le prove di notte, la
tratta è rinviata al 14 agosto, saltano le prime due prove. Il tufo, ormai
ridotto a fango, va tolto e ricollocato, si perde un giorno di
festa.
LE
BATTERIE
Il programma delle batterie è
ridotto all'osso. Senza le Prove di Notte si decide di andare alla tratta con
soli 24 cavalli : Attilax, Busachi, Berio, Zodiach, Amoroso, Venus VIII, Ascra,
Amadus, Zilata Usa, Zetsunn, Atlanta Star, Brento, Acquario, Ballo Sardo, Big
Bir, Alesandra, Varco II, Baresi, Altoprato, Alghero, Astero, Big Big ed Afara.
Non viene presentato Urban II passato alla vigilia della Tratta dalle scuderie
di Rodrigo Bei a quelle di Bucefalo, una defezione che si aggiunge a quelle
ampiamente annunciate di Ugo Sanchez, Ascon e Vai Go. Prima dello svolgimento
delle batterie si rivede il piazza il ventinovenne Urbino, un cavallo mitico del
Palio, condotto per le briglie dal suo proprietario saluta la piazza commossa
memore delle sue gesta. Alla PRIMA BATTERIA partecipano : Salasso su
Berio; Velluto su Big Bir; Scintilla su Brento; Pampero su
Amoroso; Giuseppe Zedde su Afara; Veleno su Ballo Sardo; Brio
su Attilax. Le forzature di una nervosa Ascra provocano due abbassamenti
dei canapi. Si mettono in evidenza Berio, primo per un giro e mezzo, Amoroso con
un Ballestreros in grande forma ed infine Brento che con Scintilla vince la
batteria. Alla SECONDA BATTERIA partecipano : Velluto su Alesandra; Pampero
su Varco II; Gregory Baldicchi su Amadus; Scintilla su Atlanta Star; Giuseppe
Ortu su Baresi; Salvatore Blanco su Astero; Antonio Villella su Big Big; Salasso
su Busachi. La batteria è condizionata dal nervosismo di Amadus che viene
ritirato dopo un paio di piroette al Casato ed al canape. Parte bene Baresi ma
poi è ancora Ballestreros protagonista con Varco II che vince la batteria in
scioltezza. Al secondo San Martino cascano Ortu e Villella per il quale sembrano
chiudersi le porte di un esordio annunciato. Alla TERZA BATTERIA partecipano :
Voragine su Zodiach; Giuseppe Zedde su Zilata Usa; Gregory Baldicchi su Venus
VIII; Dè su Altoprato; Battaglia su Alghero; Brio su Zetsunn; Veleno su
Acquario. Nella batteria dei big vince Acquario, unico cavallo presente a non
aver mai corso un Palio. Dopo l'ottimo spunto in partenza di Zodiach da
segnalare solo la buona sgroppata di Venus VIII, per gli altri una
passeggiatina sul tufo. Dopo un breve conciliabolo fra i capitani si decide di
non disputare la batteria di recupero, inizia il "toto-tratta".
LA
TRATTA
Manca Alghero, escluso per
una leggera zoppia, escluso anche Zetsunn si va al Palio con un lotto di sei
cavalli esperti (Attilax, Zodiach, Venus VIII, Zilata Usa, Alesandra, Altoprato)
e quattro debuttanti (Berio, Brento, Big Bir, Varco II). Il primo abbinamento è
salutato fra l'indifferenza generale il debuttante Varco II tocca all'Oca.
Subito dopo è il Drago ad esultare con Altoprato che forma la scontata
accoppiata con Luca Minisini. Il boato della Lupa sancisce l'arrivo in
Vallerozzi dell'esperto Venus VIII. Poi tocca a Montone e Bruco uscire scontenti
di piazza, rispettivamente con l'esordiente Big Bir ed il poco quotato Attilax.
La sesta assegnazione fa felice il Leco che si porta a casa uno dei bomboloni,
il grigio Zodiach. Alla gioia di Pantaneto fa da contrasto la delusione di
Malborghetto e Vallepiatta, nell'Onda va Alesandra, nella Selva il debuttante
Brento. Restano Zilata Usa e Berio, due possibili outsider, il primo tocca alla
Pantera, il secondo alla Tartuca che dopo un attimo di esitazione inizia a
cantare. Favorite d'obbligo Leocorno e Drago, le vincitrici del 2001, le altre
sperano con in testa Lupa e Pantera.
TERZA
PROVA
Senza le prime due prove il
pomeriggio del 14 agosto è dedicato alle chiacchiere gran parti delle quali
incentrate sul Pes e sul Bruschelli che va via dal Bruco. Il Pesse si accasa con
la Lupa. Il Bruschelli viene dato prima nel Leocorno, protagonista di uno
scambio con Bighino, poi nella Pantera ed infine va a finire nella Tartuca su
Berio. Le altre monte sembrano assestarsi subito. Brio nell'Oca, Dè nel Drago,
Velluto nel Montone, Bighino nel Leocorno, Salasso nell'Onda, Cianchino nella
Selva e Massimino nella Pantera. Il Bruco si presenta col giovane figlio d'arte
Giuseppe Zedde. La Tartuca di rincorsa da notevoli segni di nervosismo, anche
Zodiach è nervoso ed il Mossiere chiama tutti fuori. Al secondo allineamento
Berio è ancora nervoso, la tartuca entra quasi al passo ed il cavallo va a
finire verso l'interno della pista, quasi ad urtare lo steccato. La mossa è
convalidata, partono bene Bruco, Montone e Leocorno. Al primo San Martino va in
testa la Pantera che vince la prova. Al secondo giro, dopo la curva del Casato,
goffa caduta di Cianchino che finisce la prova nel palco dei selvaioli. Tensione
fra Chiocciola e Bruco per la "cessione" del Bruschelli alla
Tartuca.
QUARTA PROVA
La notizia girata nella notte
trova la conferma nella quarta prova. Cianchino viene sceso dalla Selva, al suo
posto Antonio Villella, ripresosi dall'infortunio in batteria. E' questa l'unica
novità, per il resto tutto confermato, risultano infondate le voci che volevano
nel Bruco un fantino diverso da Giuseppe Zedde. Ai canapi Zodiach si dimostra
ancora nervoso, una prima mossa viene annullata. Dalla mossa valida escono in
testa Bruco, Pantera, Onda e Selva, con Villella smanioso di mettersi in
evidenza. La Selva molla solo all'ultimo momento, passa l'Oca che vince la
quarta prova.
PROVA
GENERALE
Quadro monte invariato, ormai
semba socntato che i debuttanti Antonio Villella e Giuseppe Zedde arriveranno al
Palio con Selva e Bruco. Dopo la carica dei carabinieri a cavallo si va fra i
canapi. La prima mossa è invalidata, dalla seconda il solito Zodiach prima crea
problemi e poi parte primo seguito da Lupa e Pantera. Provano un pò tutti, Oca,
Onda, Drago e Tartuca che si era nascosta nelle precedenti occasioni. La prova
la vince il Drago con Dè su Altoprato. Si va tutti a cena, crescono le
quotazioni del Leocorno.
PROVACCIA
La novità più importante sono
i soprannomi dei due debuttanti di questo Palio. Antonio Villella prende il nome
di Sgaibarre, Giuseppe Zedde viene ribattezzato Gingillo. Restano ufficialmente
a piedi Bufera e Cianchino. La Provaccia la vince l'Onda dopo i buoni spunti
alla mossa di Drago e Pantera.
LA
CARRIERA
E' il Palio delle quattro
verdi e subito iniziano i problemi, con una mossa inaspettatamente lunghissima e
ricca di colpi di scena. Questo l'ordine di ingresso ai canapi : Bruco con
Gingillo su Attilax; Montone con Velluto su Big Bir; Pantera con Massimino su
Zilata Usa; Drago con Dè su Altoprato; Oca con Brio su Varco II; Selva con
Sgaibarre su Brento; Onda con Salasso su Alesandra; Leocorno con Bighino su
Zodiach; Tartuca con Trecciolino su Berio; Lupa di rincorsa con Il Pesse su
Venus VIII. Una situazione apparentemente tranquilla, senza rivalità fra i
canapi, diventa subito tesa. I cavalli sono nervosi, il Mossiere fa uscire più
volte i dieci protagonisti dai canapi. La situazione tarda a sbloccarsi, nel
frattempo Berio perde un ferro rendendo necessario l'intervento del maniscalco.
I fantini scendono da cavallo e prendono accordi, fitti colloqui fra Il Pesse e
Brio, mentre Massimino discute animatamente col Dè. Si torna fra i canapi, nuovi
problemi, Altoprato perde la spennacchiera. Dopo altri minuti di attesa Il Pesse
si decide ad entrare, la mossa sembra valida con Selva, Lupa e Tartuca che
schizzano via pulite dai canapi, ma fra lo stupore generale Guglielmi di Vulci
annulla la mossa. La tensione è palpabile, il buio incombe, fra i cavalli Varco
II è il più agitato. Il cavallo dell'Oca sferra una coppiola a Brento, la Selva
è fuori gioco, salta l'esordio dello sfortunato Villella e Vallepiatta cade
nella disperazione. Quando si torna fra i canapi è ormai quasi buio, in piazza
si susseguono malori e qualche colpo di troppo sui palchi, intanto anche Berio
si mostra insofferente, Bruschelli è costretto a scendere da cavallo.
Finalmente, dopo un'attesa di circa un'ora e venti, la Lupa si decide ad
entrare. L'uscita dai canapi della tartuca è imperiosa e non ammette repliche,
segue l'Onda con una sorprendente Alesandra, poi già staccate Leocorno e Lupa.
Le altre si danno noia, il Drago parte praticamente da fermo, Pantera ed Oca
usano anche le cattive maniere. Al primo San Martino il vantaggio della Tartuca
è già consistente, l'Onda tiene, il Leocorno para la Lupa, le altre sono
attardate. Trecciolino e Berio fanno il vuoto, Bighino ostacola ancora Il Pesse,
mentre l'Onda non regge più il ritmo. Il Palio non ha più storia, dietro la
Tartuca spunta il Drago ma è troppo tardi. La notte saluta il trionfo
tartuchino, costruito con grande abilità tecnica e "diplomatica". Inizia un dopo
Palio turbolento. Gli istriciaioli scendono Il Pesse dandogliele di santa
ragione, qualcuno perde la testa producendosi in scene che poco hanno a che fare
col Palio. Anche Massimino vive momenti di tensione mentre in Piazza
Indipendenza si registrano scontri fra Oca e Pantera. Mentre la Tartuca
festeggia si prospetta un inverno in cui le polemiche e la giustuzia paliesca la
faranno da padroni, in attesa del 2003.