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TORRE

Ultima vittoria: 16 agosto 2005, Gigi Bruschelli su Berio, Capitano Chigi Zondadari MIsciatelli

La vittoria più bella: L'ultima!

La rivalità: La Contrada della Torre rappresenta attualmente un'anomalia nello schema delle rivalità fra le contrade senesi, infatti ha ben due rivali l'Oca e l'Onda. Con l'Onda la rivalità è molto antica, probabilmente la più vecchia di tutte, ebbe il suo culmine nel seicento ed è riesplosa violenta in seguito ai fatti del luglio 1930, dopo lunghi periodi di neutralità ed addirittura di alleanza. Paradossalmente è quella meno sentita dai torraioli che riservano le proprie energie tutte contro l'Oca, anche questa rivalità è vecchia di secoli, ma è estremamente anomala, essendo l'unica fra contrade non confinanti. I motivi precisi di questa rivalità non sono stati mai chiariti, ma di certo condiziona da tempo gli esiti del Palio, è innegabile che intorno a queste due contrade ruotano molte strategie paliesche. Secondo alcuni la rivalità è iniziata per motivi di concorrenza commerciale e si è poi estesa non solo al Palio ma anche a tutte le altre manifestazioni che caretterizzavano la vita delle contrade nei secoli scorsi. Ad inizio novecento ci fu anche un tentativo di riappacificazione che però saltò perchè le due contrade si contendevano lo stesso fantino per un Palio, quindi si può affermare che Torre ed Oca sono nemiche irriducibili da sempre. (Oca - Onda)

La curiosità: Nel 1896 a Siena si corsero ben quattro carriere, la Torre le corse tutte,   tre con Scansino ed una con Ansanello, fece cappotto e sfiorò la clamorosa impresa di vincere tre volte su quattro. Il due luglio la Torre vinse con il debuttante Domenico Fradiacono detto "Scansino" su Farfallino. Il sedici agosto, orfana di Scansino, la Torre montò l'esperto Ansanello, fantino che aveva vinto già due carriere. La Torre restò in testa per quasi tutta la corsa, tallonata dall'Oca, con Montieri e dal Bruco con Fiammifero. Ad un passo dalla vittoria Ansanello, venduto all'Oca, fece passare Montieri che prese la testa. Per fortuna della Torre, l'alleto Bruco ebbe un guizzo decisivo, evitando una beffa clamorosa. Ansanello riuscì ad uscire dalla piazza e camminando tutta la notte si mise in salvo trovando asilo in un convento di frati. A mettere le cose a posto per la Torre ci pensò ancora Scansino che, il venticinque agosto, conquistò la vittoria sul fortissimo Febo, firmando così il secondo cappotto della storia torraiola.

Il personaggio: Guglielmo Forni detto "Polvere" fu custode della Contrada della Torre per tantissimi anni, simbolo della contrada negli anni difficili del fascismo e della guerra. In quegli anni la Torre era particolarmente sfortunata sul Campo, bersaglio degli sfottò dei rivali della Contrada di Salicotto era proprio Polvere. Dopo ogni sconfitta torraiola lo stornello "Povero Polvere un' vinci più" era diventato una triste consuetudine. Nell'agosto 1930 la Torre andò vicinissima al successo con il fantino Smania. Polvere, rimasto in contrada, convinto dal boato della piazza che la Torre avesse vinto si precipitò a suonare le campane a festa. Nel salire le scale cadde e si ruppe una spalla, ma si sforzò per arrivare al campanile, intanto attorno a lui era calato un silenzio incredibile, la Torre non aveva vinto, ma era caduta proprio come lui. La delusione fu tremenda, Polvere svenne per il dolore, mentre nella contrada ci si disperava per una nuova disfatta. Ma l'amore di Polvere per la Torre non mutò e trovò la sua esaltazione nel 1939 e nel 1947 con le due vittorie del grande Ganascia. In Numero Unico del 1947 fu intitolato in suo onore "Il trionfo di Polvere" ed in copertina fu disegnato proprio il custode storico della Torre in una delle sue celebri smorfie.

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