Palio del 1° giugno 1862 vinto dalla Contrada Sovrana dell’Istrice

Negli anni 1861 e 1862 il Palio di luglio fu anticipato di un mese per la Festa dello Statuto.

Fu fatto il palio alla Tonda, a cui parteciparono:

Aquila con Cesare Landucci; Chiocciola con Angelo Fabbri detto “Spagnoletto”; Lupa con Giuseppe Vincentini; Leocorno con Natale Turchi; Torre con Annibale Maggiori; Drago con Antonio Lenzini; Tartuca con Mario Bernini detto “Bachicche”; Onda con Domenico Baiocchi; Montone con Giuseppe Paoli detto “Mascherino”; Istrice con Giuseppe Buoni detto “Bonino figlio”.

La decorazione andò bene ma quando furono per andare alla mossa, la prima volta le mandarono indietro, la seconda i mossieri non furono capaci a trattenerli, perciò li fu fatto il capitombolo, e lo fecero Lupa, Tartuca e Torre, alla prima gli morì il cavallo all’istante, alla seconda il giorno dopo e alla terza gli si zoppò.

I fantini vedendo il pericolo spiccarono un lancio ed andarono dall’altra parte senza farsi nulla, solo il fantino della Torre si fece una ferita non tanto piccola.

In questo tumulto un Milite Piemontese che fu urtato, andò con baionetta spianata verso quello che l’offese, uno della Guardia Nazionale lo trattenne dicendogli che questa non era fratellanza, ma la gente impaurita fuggì per tutti i vicoli e per questo motivo il Palio non fu corso.

Il giorno dopo fu corso con sole otto contrade, mancavano Lupa e Tartuca, fu fatto senza comparse, si mandarono i cavalli ed i fantini dentro l’entrone del tribunale ed al suono del tamburo scapparono fuori per eseguire la corsa.

La mossa fu bellissima scappò prima la Torre e si mantenne tale fino alla voltata di S. Martino, alla terza girata, ma quando fu per imboccare alla pianata passò la Chiocciola ed il fantino della Torre fece una bellissima forza, si slanciò verso il cavallo della suddetta Contrada, afferrò per la vita il fantino e prese le briglie del cavallo, in modo tale che quando furono alla voltata del Casato si fermarono tutti e due.

Non servirono a nulla i morsi e le nerbate che il fantino della Chiocciola dava a quello della Torre perché cessasse.

L’istrice che era terza vedendo questa cosa, affrettò più la Carriera, ma la Torre non volendo che esso pure la vincesse l’afferrò, ma l’Istrice seppe così bene svolgersi dalle sue mani che vinse.

I torraioli volevano loro il Palio, poiché il fantino della Torre, nel tempo della lotta con la Chiocciola, aveva lasciato il suo cavallo e questo arrivò quasi pari all’Istrice.

Per quietare il tumulto fu portato in mezzo alla Milizia ed il martedì mattina alle ore 10.00, fu consegnato alla Contrada vincitrice.

Il fantino della Chiocciola con tutto quello che accadde non cadde da cavallo e per la bravura fece lui pure molte mance.

Palio raccontato alla maniera “antica” dal piccolo contradaiolo della Torre,
  Marco Scali

 

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