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APPROFONDIRE: I 30 ASSASSINI di Marco Delogu e Massimo Reale |
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a cura di Saverio Cittadini e Roberto Filiani |
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TUTTE LE LORO VITTORIE aggiornato ad Agosto 2009 |
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Storia di CENTO ANNI '900/2000 Dalle nerbate di Picino ai record di Aceto, dalle imprese di Ganascia, Tripolino e Vittorino a quelle dei protagonisti degli ultimi anni, una carrellata sugli "assassini" protagonisti in questo secolo che fa da introduzione all'elenco dei sessantotto fantini che hanno vinto almeno un Palio nel 900. I due protagonisti assoluti di questo secolo sono stati Picino ed Aceto, entrambi di "scuola ocaiola" hanno dettato legge rispettivamente nei primi e negli ultimi ultimi trent'anni del secolo. Angelo Meloni detto "Picino" di Ronciglione, tredici vittorie dal 1902 al 1930, fantino di grande carisma era rispettato e temuto da tutti i colleghi, riusciva ad usare il nerbo come nessun altro nonostante una menomazione al braccio e fu praticamente l'inventore della rincorsa, i suoi ingressi lanciati gli procurarono prestigiosi successi ma anche un paio di pesanti squalifiche che gli impedirono di correre con continuità negli ultimi anni della sua gloriosa carriera. Rivale di Picino, in piazza ed in ambienti più "mondani", fu Alfonso Menichetti detto "Nappa" di Manciano, rappresentante più titolato di una vera e proprio dinastia di fantini (padre Girolamo, fratelli Ermanno e Sante) vinse sei volte, riuscendo a "scuffiare" una dopo l'altra Pantera, Aquila e Chiocciola, legatissimo alla Contrada del Casato chiuse la sua carriera nel 1921 in maniera ingloriosa gettando alle ortiche un Palio già vinto. Dietro Picino e Nappa, gli unici a farsi notare per classe e continuità di vittorie furono il blasonato Scansino che aggiunse quattro vittorie alle tre ottenute tra il 1896 ed il 1897, Arturo Bocci detto "Rancani" cinque vittorie in cinque contrade diverse e nel primo dopoguerra Ottorino Luschi detto "Cispa" fantino che seppe sfruttare al meglio le doti del cavallo Fanfara ed un solido legame con la Chiocciola ottenendo sei successi su sole diciannove carriere disputate. Meno vittorioso, ma senz'altro molto celebre fu Aldo Mantovani detto "Bubbolo", senese dell'Istrice, vinse quattro volte restò in piazza per ventisei anni nei quali fece in tempo anche a buscarsi una coltellata da un selvaiolo nella sanguinosa vigilia del Palio dell'Assunta del 1919. Il definitivo cambio generazionale si ebbe negli anni trenta, che si aprirono con l'ultimo acuto del vecchio Picino. Furono gli anni dei figli d'arte, Ganascia, Meloncino e Cittino, dell'umbro Tripolino e del "discusso" Pietrino. Fernando Leoni detto "Ganascia" di Monticello Amiata, arrivò a Siena nel 1930, per la sua notevole altezza sembrava più un pivot che un fantino, suo padre il vecchio Morino lo presentò ai dirigenti tartuchini che lo montarono su un cavallo di poche speranze, il giovane, considerato poco e niente, andò a vincere fra lo stupore generale, da quel giorno in poi altre sette vittorie alcune delle quali rimaste storiche, su tutte il cappotto della Tartuca nel 1933 , la vittoria dell'agosto 1939 nella Torre ed una striscia di ventinove carriere corse consecutivamente dall'esordio al luglio 1949. Il dominatore degli anni trenta fu comunque Tripoli Torrini detto "Tripolino" di Castiglion del Lago, vinse sei volte con una media strepitosa, dal 1932 al 1938 tredici Palii corsi sei vittorie, restò sempre fuori dal "duopolio" Oca-Torre e seppe ritagliarsi il suo spazio nelle contrade più piccole (Lupa e Drago), l'interruzione bellica ne frenò l'ascesa, dal 1945 in poi faticò a trovare la fiducia dei dirigenti non riuscendo ad imitare Ganascia che rimarrà l'unico fantino ad aver vinto il Palio prima e dopo la guerra. Altra figura di spicco di quegli anni fu il romano Pietro de Angelis detto "Pietrino", ma anche Romanino o Cannella, vinse solo due volte nonostante avesse grandissime potenzialità, sempre affamato di soldi fu protagonista negativo di molte carriere in cui poteva vincere a mani basse, rimasto nel giro fino al 1956, trovò la morte nell'anno successivo, impegnato come controfigura nel film "La ragazza del Palio" fu colpito da un infarto, una beffa del destino per chi nel Palio vero aveva beccato al massimo qualche cazzotto oppure aveva visto i suoi vestiti appesi ai fili della luce. Dopo cinque anni di interruzione il Palio tornò nel luglio 1945 con una sorpresa clamorosa, un fantino dilettante, Lorenzo Provvedi detto "Renzino" di Pontignano, vinse per la Lupa beffando tutti i suoi più quotati colleghi e caso unico non corse più mantenendo la media vittoria più alta di sempre, un Palio corso una vittoria. Gli anni immediatamente successivi alla guerra segnarono la conferma della classe di Ganascia e l'avvento in Piazza del Campo del grande Beppe Gentili detto "Ciancone" di Manziana, chi riusciva a contrastare questi due fuoriclasse fu il fortunato Primo Arzilli detto "Il Biondo", che riuscì a conquistare cinque vittorie, tre nella Civetta e due col cavallo scosso nell'Oca e nella Selva. Beppe Gentili arrivò a Siena seguendo l'esempio del fratello Gino che corse con poca fortuna un paio di carriere alla fine degli anni trenta, le sua indiscussa astuzia abbinata ad una preparazione atletica impensabile per quegli anni posero Ciancone in una posizione di predominio rispetto agli altri colleghi, le sue nove vittorie sono di sicuro un dato non generoso nei confronti di un fantino che nella sua esperienza paliesca ebbe il solo difetto dell'avidità che in alcune occasioni compromise le possibilità di successo, seppe affermarsi in tutte le situazioni, con cavalli fortissimi o con degli esordienti (ben quattro volte), in contrade a secco da decenni ed infine, tornato in campo dopo un'assenza molto lunga, riuscì ad alzare di nuovo il nerbo alla veneranda età di cinquantadue anni, nel 1969. Il Palio di luglio del 1953 segnò il ritiro del grande Ganascia e vide l'esordio di un altro fantino di Monticello Amiata, Giorgio Terni detto "Vittorino", sette vittorie in una carriera purtroppo troppo breve, grande interprete della rincorsa, posizione dalla quale vinse in ben tre occasioni, sfruttò nei suoi primi successi il grande affiatamento con la mitica Gaudenzia, poi il saldo legame con il Nicchio che lo portò alla piena maturazione, firmò lo storico successo della Torre nell'agosto 1961 ed ogni sua vittoria fu caratterizzata da una condotta di gara coraggiosa ed autoritaria. Negli anni sessanta si ebbe una nuova svolta nella storia del Palio, Vittorino si infortunò ad un braccio cadendo dall'irrequieta Zanetta chiudendo la sua folgorante carriera, Ciancone pagò a caro prezzo gli esiti del Palio dell'agosto 1961 restando lontano dal Palio per cinque lunghi anni, nel frattempo arriva dalla Sardegna un giovane fantino che entrerà nella storia come Aceto. In breve, dopo le prime esperienze nel Bruco, Aceto si impose all'attenzione generale, diventando l'uomo dei record cinquatotto Palii corsi, quattordici vinti, gli sfugge solo il primato dei giubetti indossati che spetta a Rondone il quale nella sua lunga carriera non corse solo nell'Oca. Con l'avvento di Aceto cambia la geografia paliesca con il dilagante impiego di fantini sardi, cambiano le strategie che ruoteranno nella maggior parte dei casi intorno alla sua figura ed intorno all'Oca, contrada per la quale dal 1967 al 1988 Andrea de Gortes corse diciannove Palii vincendone cinque, infine cambia il modo di porsi col mondo esterno e con i mass-media, Aceto era e resta tuttora un personaggio conosciuto dappertutto. Aceto, dopo i primi tre successi nel 1965, nel 1968 e nel 1969, dominò gli anni settanta, dal cappotto del 1972 con Mirabella, allo strapotere incontrastato nel Palio dell'Assunta dal 1974 al 1979, cinque successi, tre con Panezio, poi con i formidabili Rimini ed Urbino. Solo il "redivivo" fantino amiatino, Eletto Alessandri detto "Bazza", riuscì in quegli anni a vincere con continuità, terminando una carriera altalenante, iniziata con la vittoria del 1949 e "rifiorita" dopo varie squalifiche e presunti ritiri nel 1965 con la seconda vittoria a sedici anni di distanza dalla prima, con sei successi e la soddisfazione di trovarsi negli ultimi spiccioli di attività il figlio Massimo come degno rivale fra i canapi. Per il resto i vari Rondone, Canapetta e Canapino mancando più di qualche occasione d'oro per affermarsi si fermarono a quota tre successi, tutti con molti più rimpianti che successi, mentre il siciliano Tristezza dato per finito troppo presto riuscì a conquistare ancora un pò di gloria conquistando nel 1973 il suo quinto successo che sancì per la Lupa l'addio della cuffia. Nel 1978 con l'invincibile Urbino salirono agli onori della cronaca due giovani fantini, Bastiano croce e delizia dei contradaioli, dall'inizio di carriera più che promettente raggiungerà presto un lungo ed inesorabile declino, il sardo Cianchino, allievo di Beppe Gentili, invece seppe riprendersi da un periodo ricco di delusioni durato per ben sei anni, resta tuttora un grande del Palio le sue otto vittorie sono un dato invidiabile impreziosito dalla grande vittoria nel Bruco, contrada che attendeva la vittoria da quarantuno anni. Gli anni ottanta videro il declino di Aceto, il quale dopo aver "scuffiato" il Leocorno e conquistato altre due vittorie per l'Oca restò al palo fino al 1992 quando conquistò nell'Aquila il suo quattordicesimo Palio, quello del record del secolo vincendo un carriera ricchissima di emozioni. Con Aceto in difficoltà, Bastiano riuscì a farsi valere per un breve periodo, cedendo presto il passo al "rinato" Cianchino ed al giovanissimo Giuseppe Pes detto "Il Pesse" vincitore già all'esordio per i colori del Montone nel luglio 1982. Proprio il fantino ascianese è stato il mattatore degli anni novanta, con sei vittorie ha raggiunto a quota otto il suo rivale Cianchino, è oggi un punto di riferimento sicuro per il nuovo millennio, non si dimenticano alcuni sue strepitose affermazioni da quella del settembre 1986 allo storico cappotto nella Giraffa del 1997. Altre stelle dell'ultimo decennio del secolo, il senese Gigi Bruschelli detto "Trecciolino", un fantino all'antica gran partente, avvezzo all'uso spettacolare ed efficace del nerbo, ha confermato la grande capacità dell'Oca di pescare i fantini più bravi conquistando tre drappelloni per Fontebranda in tre anni, infine Dario Colagè detto "Bufera" anche lui tre successi conquistati con grande freddezza e lucidità qualità che abbinate alle ottime doti in partenza fanno del fantino di Canino uno dei più ambiti ed il rinato Massimo Coghe detto "Massimino" che dato per finito ha chiuso questo secolo con la sua firma. Vorrei chiudere questa "cavalcata" lunga un secolo con un ricordo di un fantino del passato che il Palio non l'ha mai vinto ma che è rimasto lo stesso nel cuore dei contradaioli per il suo coraggio e per il suo attaccamento al Festa di Siena, si chiamava Amaranto Urbani fu soprannominato "Boccaccino" ma per tutti fu sempre e semplicemente Amaranto. Arrivò a Siena nel 1932 da Cantalupo in Sabina, subito dimostrò grandi doti che gli vennero riconosciute anche dai colleghi più famosi, sapeva giostrare il Palio alla grande, stava a cavallo meglio di tutti, ma una sfortuna costante e maligna andò ad annullare le sue indubbie capacità. Corse venticinque volte, fino al 1953, ma collezionò solo delusioni, tanti secondi posti e mai una vittoria, tornò nel suo paese con un'enorme nostalgia e morì sognando di vincere un Palio, il suo più grande rimpianto di fantino "onesto". LE VITTORIE 14 vittorie: 13 vittorie: 11 vittorie: 9 vittorie: Fernando Leoni detto "Ganascia": A30 Tartuca (Carnera); L32 Onda (Tortorella); L33 Tartuca (Folco); A33 Tartuca (Folco); A39 Torre (Giacchino); L46 Montone (Piero); A47 Torre (Piero); M50 Montone (Gaia) Giuseppe Pes detto "Il Pesse": L82 Montone (Cuana); S86 Montone (Brandano); A91 Pantera (Pytheos); A92 Drago (Pytheos); L93 Leocorno (Barabba); A95 Leocorno (Bella Speranza); L97 Giraffa (Penna Bianca); A97 Giraffa (Quarnero); S00 Selva (UrbanII°) 8 vittorie: 7 vittorie: 6 vittorie: Ottorino Luschi detto "Cispa": L19 Leocorno (Giacca); L22 Montone (Fanfara); A22 Bruco (Fanfara); L24 Nicchio (Fanfara); A25 Chiocciola (Fiorello); A26 Chiocciola (Margiacchina) Alfonso Menichetti detto "Nappa": L04 Pantera (Ida); A06 Aquila (Stornino); A08 Montone (Stella); L11 Chiocciola (Stella); L12 Bruco (Farfalla); A12 Lupa (Sauro) Tripoli Torrini detto "Tripolino": L32 Nicchio (Ruello); L35 Lupa (Ruello); A36 Drago (Aquilino); L37 Lupa (Folco); L38 Drago (Folco); A38 Chiocciola (Sansano)
5 vittorie: Primo Arzilli detto "Biondo" A45 Civetta (Folco); M47 Civetta (Brillante); L48 Oca (Salomè); A49 Civetta (Popa); A53 Selva (Mitzi) Arturo Bocci detto "Rancani" L07 Giraffa (Ida); A13 Montone (Storno); L14 Istrice (Storno); L20 Nicchio (Scodata); A20 Leocorno (Esperta) Rosario Pecoraro detto "Tristezza" L59 Aquila (Salomè II); L60 Selva (Tanaquilla); L61 Istrice (Uberta); S67 Giraffa (Topolone); L73 Lupa (Panezio) 4 vittorie: Domenico Fradiacono detto "Scansino"+3 riportate nell'800 L01 Nicchio (Nocciola); A02 Tartuca (Baio); L09 Lupa (Baio); A10 Tartuca (Stella) 3 vittorie: 2 vittorie: Andrea Mari detto "Brio" L06 Pantera (Choci); A09 Civetta (Istriceddu) Giuseppe Zedde detto Gingillo A08 Bruco (Elisir Logudoro); L09 Tartuca (Già del Menhir) Alberto Ricceri detto "Salasso" L04 Giraffa (Donosu Tou); A06 Selva (Caro Amico) Massimo Alessandri detto "Bazzino" L74 Montone (Pancho); A82 Chiocciola (Panezio) Angelo Volpi detto "Bellino" 2 vittorie+2 riportate nell'800 L00 Drago (Sultana); S00 Nicchio (Baio) Umberto Baldini detto "Bovino" A27 Nicchio (Giacca); L36 Giraffa (Ruello) Adolfo Manzi detto "Ercolino" A73 Aquila (Panezio); A81 Nicchio (Balente) Corrado Meloni detto "Meloncino" L34 Civetta (Ruello); A34 Oca (Wally) Antonello Casula detto "Moretto" A83 Giraffa (Panezio); A89 Drago (Benito) Domenico Leoni detto "Moro" S10 Torre (Gobba); A19 Selva (Stellino) Giuseppe Vivenzio detto "Peppinello" L64 Drago (Arianna); A64 Chiocciola (Danubio) Pietro de Angelis detto "Pietrino" A35 Istrice (Ruello); L39 Aquila (Folco) Albano Nucciotti detto "Ranco" A48 Lupa (Noce); L53 Tartuca (Tarantella) Remo Antonetti detto "Rompighiaccio" A50 Leocorno (Niduzza); A52 Oca (Niduzza) Antonio Zedde detto "Valente" A72 Onda (Orbello); L76 Chiocciola (Quebel) Alduino Emidi detto "Zaraballe" L03 Drago (Colombina); A09 Oca (Farfalla) Angelo Montechiari" A03 Oca (Lella); A04 Selva (Farfalla) 1 vittoria: |