Autore: Olla

di Saverio Cittadini
Non è certo facile tracciare una storia complessiva delle Contrade di Siena, anche volendo limitarsi al '900 e a considerare solo le vicende paliesche. Le Contrade infatti sono realtà sicuramente complesse, e troppi sono i fattori che hanno influito nella loro storia paliesca: fattori, peraltro, in continua evoluzione. I rapporti fra le varie Contrade, la crescita o la diminuzione della loro popolazione, i rapporti con i fantini, le situazioni legate all'andamento complessivo dei Palii, gli eventi legati ad una singola carriera, costituiscono un intreccio di cui è possibile dar conto solo in modo assai superficiale.

Consideriamo ad esempio le rivalità: a quelle più antiche (Oca-Torre, Chiocciola-Tartuca) nel corso del '900 si sono aggiunte successivamente quelle Onda-Torre e Istrice-Lupa, e poi ancora nel secondo dopoguerra quelle Aquila-Pantera, Bruco-Giraffa (ora cancellata, quantomeno formalmente), Nicchio-Montone, Civetta-Leocorno. Ma vi sono anche tanti casi di piccoli e grandi screzi temporanei, come ad esempio la lunga inimicizia di Nicchio ed Oca (iniziata nel 1934 e protrattasi per una cinquantina d'anni), l'astio del Drago verso la Lupa negli anni '60, o i recenti problemi fra Bruco e Drago (formalmente risolti, ma che pure ancora lasciano strascichi); e resta tuttora uno stato di "non relazione" fra Bruco e Oca. Ancor più complessa e mutevole è la trama delle alleanze, complicata dal fatto che una contrada può tranquillamente essere alleata di due che fra loro sono nemiche (ad esempio, la Selva è alleata sia della Chiocciola che della Tartuca); nonché dal fatto che ogni singolo Palio può generare alleanze e screzi occasionali.

Né si dovrebbe trascurare, in questo discorso, il fatto che i meccanismi economici del Palio fanno sì che le contrade che non vincono per lungo tempo abbiano in genere a disposizione un capitale maggiore di quelle che hanno vinto da poco, così da favorire un certo equilibrio nelle vittorie; ma che la rilevanza di questo fattore è andata diminuendo nel tempo, nel senso che se in passato le Contrade tendevano comunque ad accordarsi (nei limiti consentiti dai rapporti reciproci e dai cavalli avuti in sorte) per favorire la vittoria di chi aveva più da spendere, oggi è comunque normale che una Contrada "tiri a vincere" in qualsiasi situazione.

Questa introduzione dunque non può che limitarsi a descrivere le linee generali delle vicende paliesche delle Contrade nel '900, e a segnalare qua e là episodi che in queste vicende abbiano avuto una particolare rilevanza (segnalazioni che diventano via via più frequenti e dettagliate man mano che ci si avvicina al presente); rimandando a testi specifici per un discorso più completo.

Nella prima metà del secolo, la rivalità fra Oca e Torre appare come nodo centrale delle vicende paliesche. Attorno a questa rivalità, che nel ventennio si tingerà persino di aspetti politici (con l'Oca ritenuta Contrada "di regime" e la Torre "di opposizione") ruotano infatti diversi eventi importanti di questo periodo, e per molte Contrade l'alleanza, l'amicizia o l'inimicizia con l'una o l'altra delle due assume un ruolo di rilievo. Il periodo fra il 1900 e la prima guerra mondiale vede comunque un grande equilibrio: in 35 Palii corsi (esclusa la carriera di cavalli scossi del 1907) tutte le Contrade ad eccezione della Civetta riescono a vincere almeno una volta. Il massimo numero di vittorie in questo periodo è di 4, ottenute da Oca, Drago e Montone; di rilievo le due vittorie consecutive del Nicchio, fra il 1901 e il 1902.

Nel primo dopoguerra spiccano subito le imprese del Leocorno, con due Palii vinti fra 1919 e 1920, e dell'Oca, che vince il Palio "a sorpresa" (dove anche i fantini vengono assegnati a sorte) del 17 agosto 1919, ironia della sorte con il fantino che il giorno prima aveva corso per la Torre, e si ripete nel Palio del 16 agosto 1921. Gli anni '20 vedono protagonisti soprattutto Nicchio e Chiocciola: il primo, dopo un lungo digiuno, vince 4 Palii (luglio 1920 e 1924, agosto 1927 e 1928), la seconda 3 Palii d'agosto consecutivi (1924-25-26). Sono anni in cui domina il fantino Picino, fedele all'Oca, ed in cui la Torre non riesce a trovare la vittoria, che manca comunque da prima della guerra anche ad Aquila, Istrice, Tartuca, ed ancora alla Civetta. L'Onda invece rompe un lungo digiuno nel Palio straordinario del settembre 1928.

Gli anni '30 segnano una svolta importante, a partire proprio dal Palio del luglio 1930. Quel Palio, vinto dall'Onda con Picino, segna infatti la rottura dell'alleanza fra la stessa Onda e la Torre, che si trasforma in inimicizia; e getta le basi per la creazione di uno stretto patto di alleanza fra quattro Contrade: Oca, Onda, Nicchio e Tartuca. Sebbene naturalmente amicizie e rapporti privilegiati fra Contrade già esistessero (la stessa Torre, ad esempio, poteva contare sull'amicizia di Bruco, Chiocciola, Istrice) questa alleanza così stretta ed esplicita, passata alla storia come TONO, costituisce una novità nella storia del Palio. Una novità peraltro molto efficace, visto che il TONO domina la prima parte degli anni '30: fra il 1930 e il 1934, su 10 Palii, riesce infatti a vincerne ben 8 (2 per l'Oca e l'Onda, 1 per il Nicchio e ben 3 per la Tartuca, compreso lo storico cappotto del 1933). Mancano soltanto il Palio di luglio 1931, vinto dall'Aquila, e quello di luglio 1934, in cui finalmente torna alla vittoria la Civetta dopo ben 41 anni: ma anche quest'ultimo Palio può ritenersi un successo del TONO, o quantomento dell'Oca, perché fra i suoi effetti c'è anche quello di consegnare la poco ambita "cuffia" alla Torre, a digiuno dal 1910. Ma il Palio di agosto 1934, vinto dall'Oca beffando il Nicchio all'ultimo istante, segna anche la fine del TONO: il Nicchio infatti rompe l'alleanza con l'Oca, con cui resterà a lungo in cattivi rapporti. E così nella seconda metà degli anni '30 trovano spazio altre contrade: in particolare spezzano un lungo digiuno prima l'Istrice (agosto 1935) e poi la Torre, che vince in un clima politicamente assai teso il Palio dell'agosto 1939, proprio prima che la seconda guerra mondiale venga ad interrompere la Festa senese per cinque lunghi anni.

Il secondo dopoguerra dunque si apre con la cuffia alla Selva, a secco dal 1919; un'altra Contrada che non vince da molto (1922) è il Bruco. Gli anni '40 registrano alcuni episodi importanti. Il Palio straordinario "della Pace", corso il 20 agosto 1945, passa alla storia perché risulta, paradossalmente, tumultuoso e drammatico: dopo grosse complicazioni alla mossa, a vincere è il Drago, che in corsa sorpassa di forza il Bruco; e proprio i brucaioli al termine creano un notevole scompiglio, provocando anche un notevole attrito fra la propria Contrada e il Drago. Botta e risposta fra Torre e Oca, con la prima vittoriosa nell'agosto 1947, e la seconda che replica immediatamente nel luglio 1948. E curioso episodio nel luglio 1949: il Palio sembrava già vinto dalla Tartuca, tanto che in Contrada si era già cominciato a festeggiare; ma al terzo San Martino la Tartuca si ostacolò con il Bruco, e a passare e vincere fu proprio la rivale Chiocciola.

Gli anni '50 registrano un notevole equilibrio: su 22 Palii corsi, ben 14 Contrade riescono a vincere almeno una volta, e le tre mancanti (Drago, Torre, Civetta) avevano comunque vinto nel dopoguerra. Il Palio di luglio 1950 vede la vittoria dell'Onda, grazie anche alla Lupa che ostacola il Drago nonostante fosse un proprio alleato: così un'altra alleanza si trasforma in una inimicizia (che durerà una ventina d'anni o poco più). Nell'agosto 1952 è poi il Montone a favorire la vittoria dell'Oca dopo aver danneggiato il Nicchio, dando così origine all'accesa rivalità tuttora esistente. Successivamente, la cuffia cambia proprietario tre volte in pochi anni. La Selva riesce a vincere il Palio di agosto 1953, con un cavallo scosso, in un finale convulso: è l'inizio di un'incredibile serie di successi, che porterà la Selva a vincere 11 Palii in soli 34 anni, sfruttando bene la buona sorte e il fatto di non avere nemici. La cuffia passa al Bruco, che però si rifà nel luglio 1955, consegnandola all'Istrice. Ma l'Istrice vince a sua volta nell'agosto 1956, e così a ritrovarsi "nonna" è il Drago, dopo soli 11 anni dalla sua ultima vittoria. Botta e risposta poi fra Nicchio e Montone, con vittoria nicchiaiola nell'agosto 1957 e risposta montonaiola nel luglio 1958; ma per il Nicchio è l'inizio di una bella serie, replicherà nell'agosto 1960 e nello straordinario del giugno 1961.

A proposito di serie vincenti, gli anni '60 ne registrano diverse. Impressionante la sequenza della Selva, che vince 5 Palii in 10 anni: luglio 1960, luglio 1962, agosto 1965, agosto 1967, agosto 1970. Ma altrettanto impressionante è quella del Drago, che dopo aver perso un paio di buone occasioni (contrastato dalla Torre che temeva di prendere la cuffia) riesce finalmente a vincere nell'agosto 1962 dopo una strenua lotta con la Civetta (che aveva vinto lo straordinario del settembre 1960), e poi si "scatena" con altre tre vittorie a breve scadenza: agosto 1963, luglio 1964, luglio 1966, dunque 4 vittorie in soli 4 anni! Ma con la vittoria del Drago del 1962, non è comunque la Torre a prendere la cuffia. La Torre infatti era riuscita, in precedenza, a vincere il Palio dell'agosto 1961: una vittoria che resta nella storia perché ottenuta di rincorsa, sorprendendo l'Oca che aveva il nono posto al canape; ma anche perché rimane tuttora l'ultima conseguita dalla Torre. Questo Palio costa molto al fantino dell'Oca, Ciancone, che prima subisce le ire degli ocaioli, e poi rimane lontano dalla Piazza per ben 5 anni. La cuffia invece tocca alla Pantera, che però la tiene per meno di un anno: vince infatti nel luglio 1963, passandola alla Lupa, anch'essa divenuta nonna a soli 11 anni dalla sua ultima vittoria. Solo due anni dopo il successo panterino, nel luglio 1965, vince invece la rivale Aquila (in un Palio combattuto e un po' fortunoso che vede nascere la stella di Aceto, al primo successo), iniziando così un botta e risposta che si protrarrà fino agli anni '90. Un'altra sequenza notevole è quella della Chiocciola, che vince 3 Palii in 4 anni: agosto 1964, agosto 1966, luglio 1968; sequenza però intervallata da una vittoria della Tartuca, nel luglio 1967. Questa parte centrale degli anni '60 è comunque densa di eventi notevoli. Il Palio di agosto 1964 ha un preludio complesso, legato alla rivalità Oca-Torre ed al fantino Peppinello, che convinto dalla Torre abbandona rocambolescamente l'Oca e poi va a montare nella Chiocciola, cade poco la mossa (secondo alcuni colpito da un ocaiolo) e lascia scosso il cavallo, che prosegue e nel finale va a superare proprio la Torre. Decisamente tumultuoso poi e` il Palio dell'agosto 1966, che vede prima grosse tensioni di natura extrapaliesca, poi una mossa annullata ma non segnalata subito per malfunzionamento del mortaretto, con susseguenti scompigli e proteste tali da dover rinviare la carriera al giorno successivo. Questo Palio inoltre segna il ritorno in Piazza di Ciancone, nell'Onda, e la conseguente rottura dell'alleanza Oca-Onda, ormai ultimo residuo dell'antico TONO: per le due Contrade resta solo il comune interesse di contrastare la Torre; ma il ritorno di Ciancone gioverà all'Onda tre anni dopo, visto che con lui vincerà il Palio del luglio 1969. Ancora problemi e tensioni per una mossa annullata tardivamente nello straordinario del settembre 1967, mossa che causa problemi al cavallo della Giraffa che però ciononostante riesce poi a vincere il Palio: ed è l'inizio di un'altra sequenza notevole, visto che la Giraffa vincerà ancora nel luglio 1970 e e nell'agosto 1971 (in quest'ultimo caso, beffando la Tartuca in una volata incredibile). Incredibile anche la carriera dell'agosto 1968, con l'Oca dapprima in testa, poi superata al secondo San Martino da quasi tutte le altre Contrade, nessuna delle quali però riesce a girare al terzo Casato permettendo all'Oca di andare a vincere senza che il fantino Aceto nemmeno si accorgesse di essere tornato in testa; l'Oca poi trionfa anche nello straordinario del settembre 1969.

Gli anni '70 sono indubbiamente dominati dalla figura di Aceto, la cui abilità e il cui carisma risultano decisivi in diverse carriere (e non solo quelle da lui vinte). Essendo Aceto legato all'Oca, si capisce che si tratta di anni difficili per la rivale Torre. All'inizio del decennio, riprende l'alternanza di vittorie di Pantera e Aquila: la prima vince nel luglio 1971, la seconda replica nell'agosto 1973 (bruciando sul bandierino la Torre, in una lotta di cavalli scossi). Nel luglio 1973 invece è la Lupa a liberarsi della cuffia, cedendola al Leocorno, e rispondendo anche alla vittoria dell'Istrice nello straordinario del settembre 1972; l'Istrice però replichera nel luglio 1975, vittoria che resta tuttora l'ultima per questa Contrada. Nel luglio 1974 torna al successo, dopo una lunga assenza, il Montone, nonostante un cavallo non considerato tra i favoriti; vittoria che sarà poi replicata nel luglio 1977. Ma è ancora la Chiocciola a distinguersi per un'impresa notevole: dopo aver vinto il Palio di agosto 1975 (partendo di rincorsa, e approfittando dell'ostacolarsi al terzo Casato di Montone e Bruco fra cui sembrava si dovesse giocare la vittoria), vince anche il Palio immediatamente successivo, luglio 1976, in una carriera che vede ben nove cavalli (fra cui il vincitore) concludere scossi. La parte finale del decennio riserva ulteriori dispiaceri al Leocorno, oltre alla cuffia: la Civetta infatti vince 2 volte in 3 anni (agosto 1976 e luglio 1979, quest'ultima dopo un appassionante duello con il Drago; si tratta però dell'ultimo successo civettino). Inoltre Pantera e Aquila rinnovano il proprio duello, con la prima vittoriosa nel luglio 1978, e la seconda che replica, con lo stesso cavallo, nell'agosto 1979 (e per buona misura rivincerà nel luglio 1981).

Per parlare dei Palii dei tempi recenti, è necessario tornare a quanto detto inizialmente a proposito dei cambiamenti verificatisi in ambito paliesco: è infatti negli anni '80 e '90 che certe tendenze, pur già manifestatesi, si esaltano fino a diventare dominanti. Fenomeni come l'aumento di popolazione di molte Contrade, e in generale il maggior interesse nei riguardi del Palio sia a Siena che nel resto del mondo, hanno l'effetto di modificare i meccanismi economici palieschi: diventa normale la ricerca della vittoria per ogni Contrada in qualunque situazione. Cambiano inoltre i rapporti fra Contrade e fantini, con questi ultimi che diventano sempre più protagonisti, talvolta anche al di là della volontà delle Contrade stesse. Un effetto di tutto ciò è che negli ultimi vent'anni ottengono molti successi alcune Contrade relativamente "piccole" (Giraffa, Drago, Leocorno, Pantera, Aquila), mentre per alcune Contrade "grosse" come Bruco, Torre o Istrice la lontananza dalla vittoria si allunga notevolmente. Un esempio paradigmatico di questa nuova situazione è (a giudizio di chi scrive) il Palio dell'agosto 1992: in quell'occasione alcuni tra i cavalli migliori capitano proprio a Bruco, Torre ed Istrice, Contrade grandi ed assetate di vittoria; il migliore di tutti però va in sorte al Drago, che aveva vinto appena 3 anni prima; e il Drago ed il suo fantino lo sfruttano appieno, vincendo il Palio senza curarsi dei problemi altrui, anzi superando in corsa proprio Torre ed Istrice. Nel frattempo, alcune rivalità e tensioni si vanno esasperando, e sempre più spesso è necessario ricorrere alla squalifica per alcune Contrade.

Nell'agosto 1980 è il Leocorno a liberarsi della cuffia, vincendo dopo 26 anni; e "nonna" diventa il Bruco, a secco dal 1955. Poco dopo inizia un'altra serie di botte e risposte fra contrade rivali: il Nicchio vince nell'agosto 1981, il Montone replica nel luglio 1982. Un Palio drammatico è quello del luglio 1983, in cui il cavallo scosso del Leocorno riesce a superare il Bruco proprio all'ultimo istante: e per il Bruco non si tratterà dell'unico dispiacere di questo periodo. Torna poi in evidenza l'Oca, che vince a luglio sia nel 1984 che nel 1985. Nell'agosto 1984 a vincere è il Nicchio, che al terzo giro va a superare proprio il Bruco (sua Contrada alleata); nel frattempo, tornano normali dopo un cinquantennio i rapporti fra Nicchio e Oca. Ma due anni dopo, nello straordinario del settembre 1986, arriva la risposta del Montone, ed è una risposta che resterà nella storia del Palio perché la vittoria montonaiola viene ottenuta superando di forza e di nerbate proprio il Nicchio che era in testa. In precedenza, nell'agosto 1985 a vincere è l'Onda, che nel finale della carriera rintuzza l'ennesimo tentativo del Bruco. Anche i Palii ordinari del 1986 sono comunque degni di nota: a luglio il Drago, partito ultimo e con un cavallo poco considerato, rimonta piano piano tutte le posizioni e brucia tutti in una incredibile "volata" a sei, tornando così alla vittoria dopo 20 anni, e dando avvio ad un nuovo ciclo non clamoroso come quello degli anni '60 ma comunque di rilievo (vincerà ancora il Palio di agosto nel 1989, 1992 e 1993); ad agosto è la Giraffa che, abbastanza fresca di vittoria (agosto 1983) e pure con un cavallo non eccezionale, vince tenendo dietro per tutta la corsa la favorita Torre. Il Palio di luglio 1987 vede invece la conclusione della fantastica sequenza della Selva: una vittoria ottenuta con un cavallo in cattive condizioni, partendo di rincorsa, e con molta buona sorte durante la carriera; è l'undicesimo successo selvaiolo a partire da quello del 1953 (ma anche l'ultimo fino ad oggi). Sono poi Pantera e Aquila a ricominciare la loro sfida: la prima vince nell'agosto 1987, la seconda replica nell'agosto 1988. E non sono da meno Nicchio e Montone: il Nicchio infatti vince nel luglio 1988, e il Montone replica nell'agosto 1990 (una vittoria assai fortunosa, in un Palio in cui la buona sorte abbandona la Selva, fermata da un incredibile incidente provocato da un cavallo scosso al terzo Casato, quando ormai la sua vittoria sembrava certa; è comunque l'ultimo successo montonaiolo fino ad oggi). Ma anche il 1989 è un anno incredibile, e particolarmente amaro per i brucaioli. Infatti, sia di luglio che d'agosto è proprio il Bruco a partire in testa (con lo stesso cavallo in entrambe le occasioni), e la sensazione è che stavolta nessuno o quasi abbia interesse a contrastarlo; in entrambi i casi il fantino cade al primo Casato, ed in entrambi i casi il cavallo del Bruco dà vita ad un appassionante duello con un altro scosso; di luglio però si ferma al terzo San Martino, lasciando via libera allo scosso della Lupa (ed è l'ultima vittoria lupaiola fino ad oggi), e d'agosto si fa superare dallo scosso del Drago (e questo Palio rinnoverà gli attriti preesistenti fra Bruco e Drago). Ancora due eventi comunque caratterizzano il finale degli anni '80: i primi passi mossi da Bruco e Giraffa per cancellare formalmente la propria rivalità (troppo difficile gestirla, con la grossa sproporzione che c'è fra la popolazione delle due Contrade, e la troppa necessità brucaiola di tornare presto alla vittoria); e inoltre l'interruzione del lungo rapporto fra il fantino Aceto e l'Oca (che coincide con un periodo di digiuno relativamente lungo per la Contrada).

Nel luglio 1991 è la Tartuca a spezzare un digiuno di 19 anni, mentre ad agosto vince la Pantera, in una carriera che fa registrare un tempo tuttora record; la risposta dell'Aquila arriva subito, nel luglio '92, in un Palio che vede a lungo in testa proprio la Pantera, superata dalla rivale grazie ad una caduta del fantino (è l'ultima vittoria dell'Aquila, ed anche l'ultima della carriera di Aceto). Il Leocorno vince nuovamente due Palii a breve distanza, luglio 1993 ed agosto 1995; mentre l'agosto 1993 vede ancora una vittoria del Drago ottenuta con un cavallo scosso, e il 1994 replica il 1991 a Palii invertiti (di luglio vince la Pantera, d'agosto la Tartuca); va notato come in molti di questi Palii a partire in testa inizialmente è il Bruco, poi sempre superato in un modo o in un altro. Il luglio 1995 vede l'Onda tornare al successo dopo 10 anni; mentre nel luglio 1996 torna alla vittoria, dopo 11 anni, l'Oca, superando al terzo giro il favorito Montone; è l'inizio di una sequenza importante: l'Oca rivincerà nel luglio 1998 e nel luglio 1999. Ma un altro Palio storico è quello dell'agosto 1996: qui, dopo una battaglia fra Lupa e Montone, i due si scontrano al secondo Casato, ed a passare in testa è il Bruco; e dopo un giro e mezzo con il fiato sospeso, per i brucaioli è la fine di incubo durato 41 anni; fatto abbastanza inconsueto, quasi tutta la Piazza applaude al successo brucaiolo, anche l'alleata Torre nonostante riceva la cuffia. Questo Palio segna anche l'ufficializzazione della pace formale e il ristabilimento di relazioni fra Bruco e Giraffa. E l'anno successivo, il 1997, è proprio la Giraffa a compiere una grande impresa: quando ormai sembrava che il "cappotto" della Tartuca del 1933 dovesse restare l'unico del '900, la Giraffa riesce a realizzarne un altro. Notevole soprattutto la vittoria di agosto, ottenuta superando nel terzo giro la Torre. Nell'agosto 1998 è il Nicchio a spezzare un digiuno di 10 anni, mentre a chiudere il '900 è un altro successo atteso a lungo, quello della Chiocciola, che mancava dal 1982.

Con questa situazione, il Palio di Siena e le sue Contrade entrano nel 2000. Attendiamo di sapere come continuerà la storia.

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