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PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
Gli avvenimenti accaduti alla vigilia del Palio dell'Assunta del 1966, provocarono i primi
provvedimenti disciplinari nei confornti di una contrada.
Il Montone subì la squalifica di un Palio perchè i suoi contradaioli furono ritenuti
responsabili dell'invasione di pista che causò la mancata effettuazione della Prova
Generale.
Il tutto iniziò alla terza prova, il Mossiere Cappelli, al suo esordio sul
verrocchio, apparve subito indeciso e poco adatto ad un ruolo così delicato.
Infatti con l'Istrice di rincorsa, ben fuori dai canapi, non riuscì ad evitare la rovinosa
caduta del Montone che occupava il nono posto al canape e forzava la mossa.
Il fantino del Montone, Antonio Marino detto "Guanto", non fu in grado di risalire a cavallo,
la prova fu corsa in nove e subito dopo molti montonaioli si recarono sotto il verrocchio per
contestare l'operato del mossiere.
Il mossiere Cappelli si dette alla fuga e fu inseguito con particolare accanimento da due
giovani contradaioli del Montone che furono fermati dalla polizia.
In breve in città si sparse la voce che i due montonaioli erano stati tratti in arresto, di
conseguenza gli animi si surriscaldarono ancora di più.
Nemmeno le dimissioni di Capelli, sostituito da Wilson Pesciatini, servirono a far tornare la
calma nell'ambiente contradaiolo e nell'aria già si percepiva ciò che sarebbe accaduto di li
a poche ore.
Per la Prova Generale, dall'entrone uscirono le prime nove contrade, il Montone uscì per ultimo,
con il barbaresco che condusse il cavallo verso il Chiasso Largo, dalla parte opposta della mossa.
Dopo pochi secondi, contradaioli del Montone e di molte altre contrade solidali a questa protesta,
entrarono in pista, impedendo in tal modo lo svolgimento della prova, cosa mai accaduta in passato.
Per tutti era assurdo che i due contradaioli fossero in carcere per una questione
paliesca, nemmeno
tanto grave.
In molti saltarono la tradizionale cena della Prova Generale e si recarono davanti la Questura per
sollecitare la scarcerazione dei due ragazzi del Montone.
La sera stessa i due furono liberati e questo evitò che la protesta contradaiola continuasse anche
nel giorno del Palio.
Il Montone pagò con un Palio di squalifica, il suo barbaresco, Paolo Valentini, con quattro.
Per la cronaca quel Palio riservò altri mille colpi di scena, ci fu un'altra invasione di pista
che provocò il rinvio della carriera al giorno successivo.
La Torre, ritenuta responsabile degli incidenti, fu squalificata per due Palii e scontò la
punizione nei Palii successivi insieme al Montone.
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