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Il Grattapassere |
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Nel luglio 1930 la Pantera ebbe in sorte una brenna, per di più quasi zoppa. |
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Considerato la scarsissimo valore del cavallo e la recente vittoria del 2 luglio 1926, con Bubbolo e Giacca, si decise di puntare su un fantino di poche pretese. |
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Per le prime prove fu ingaggiato un fantino maremmano, conosciuto come Moro, il quale oltre ad avere notevoli difficoltà nel montare il cavallo risultava particolarmente antipatico ai panterini. |
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Si decise di cambiare monta e fu chiamato Alfredo Iacopini detto "Grattapassere", anche questi era un fantino mediocre, aveva corso solo un Palio nell'agosto 1925 per il Drago. |
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Però Grattapassere risultava molto più simpatico del Moro, forse per il suo soprannome che lasciava intuire la sua abilità in evoluzioni "extra-paliesche". |
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Il Moro vistosi escluso per la sua presunta antipatia protestò in maniera determinata, fu deciso di stabilire il fantino che avrebbe corso il Palio mediante sorteggio. |
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Il panterino incaricato di gestire le operazioni del sorteggio, ebbe la brillante idea di favorire Grattapassere, scrivendo su entrambi i biglietti il suo nome. |
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Così all'antipatico Moro non restò che rassegnarsi all'esito di un "regolare" sorteggio, mentre Grattapassere corse per la sua seconda ed ultima volta il Palio. |
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Durante la carriera la Pantera rimase sempre nelle retrovie ma a Grattapassere furono tributati grandi onori, infatti era ormai entrato nel cuore dei panterini. |
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Ancora oggi il nome di Grattapassere è legato alla Pantera, infatti dal 1974 il periodico della contrada porta il nome di questo bizzarro fantino passato alla storia per il suo soprannome da playboy anni trenta e non per le sue imprese nel Campo. |